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Referendum: il Comitato per il SI

L’avv. Romolo Reboa e il prof. Fabio Verna, Vice-Presidenti Nazionali del Comitato per il SI al referendum della Giustizia, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta a commento della presentazione del Comitato per il NO. 

I due Vicepresidenti, che operano con piena mutualità e con la super visione dell'avv. Carlo Scala dichiarano che il Comitato è stato costituito da due settimane per atto del Notaio ed annovera già subcomitati in diverse città italiane ed anche in alcune città estere dove risiedono rilevanti comunità di nostri connazionali.

Il progetto referendario verrà prossimamente presentato alla società civile, in quanto saranno i nostri concittadini i reali beneficiari di questo impegno referendario, anche superando le singole faziosità, che troppo spesso dividono il nostro Paese.

"L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) è un’associazione di diritto privato con sede all’interno della Suprema Corte di Cassazione. Non sappiamo in base a quale contratto e quale sia il corrispettivo per avere a disposizione tale privilegiata e prestigiosa location, ma riteniamo inappropriato che la stessa sia stata utilizzata per presentare il proprio progetto di un referendum per dire NO alla legge costituzionale in materia di giustizia approvata dal Parlamento.

La Suprema Corte di Cassazione è un luogo istituzionale, massima espressione del sistema giudiziario italiano, che ne assicura l’imparzialità attraverso il vaglio di legittimità.

L’utilizzo dell’edificio istituzionale per lanciare una tesi politica di parte dimostra come la scelta fatta dal Parlamento sia stata necessaria per riequibrare in senso democratico i poteri, nello spirito dei Padri Costituenti che volevano che la Magistratura fosse separata dal potere politico, ma non che fosse il terzo potere dello Stato, stabilmente contrapposto a chi governa perché eletto dal popolo". 

www.studiostampa.com

Analfabetismo funzionale e di ritorno


Non voglio demoralizzare nessuno ma dobbiamo prendere atto che troppe persone leggono i Post sui vari Social e dimostrano di non aver capito quello che hanno letto. Forse leggono saltando le righe e del poco che leggono riescono a comprendere più o meno il 20% 

Tento di spiegare meglio la situazione con uno schemino scusandomi per il linguaggio ma... 

L'analfabetismo di ritorno è la perdita progressiva delle competenze di lettura e scrittura da parte di persone che le avevano apprese a scuola, mentre l'analfabetismo funzionale è l'incapacità di usare in modo efficace tali abilità nella vita quotidiana, anche se si sa leggere e scrivere.
Questi due concetti sono strettamente collegati: l'analfabetismo di ritorno, non praticando le competenze acquisite, può portare a uno stato di analfabetismo funzionale. 
  • Definizione
    È la regressione delle capacità di lettura, scrittura e calcolo acquisite a scuola, dovuta alla mancata applicazione e all'invecchiamento delle competenze. 
  • Cause
    Principalmente il mancato esercizio delle abilità acquisite, che porta a un progressivo "decadimento" nel tempo. La società moderna e la digitalizzazione aumentano questo rischio. 
  • Conseguenze
    La perdita della capacità di comunicare efficacemente e comprendere messaggi complessi, portando a una diminuzione delle opportunità lavorative e sociali. 
  • Definizione
    È la condizione di una persona che, pur sapendo leggere e scrivere a un livello base, non è in grado di utilizzare queste competenze per comprendere e gestire le informazioni nella vita quotidiana. 
  • Cause
    Un basso livello di istruzione generale, unito alla mancata applicazione delle competenze in contesti pratici, possono portare a questa condizione. 
  • Conseguenze
    Difficoltà nella comprensione di testi complessi, nella gestione di questioni burocratiche e nella risoluzione di problemi pratici. Ciò si traduce in difficoltà di inclusione sociale e professionale.