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Pensate alla gente che ha votato NO al timido tentativo di migliorare la Magistratura.

In Italia è normale che rapinatori e ladri siano risarciti dalle vittime. Se poi ci scappa il morto ad andare in galera è sempre la vittima. Mentre i parenti del delinquente vengono coperti d’oro.
È il caso del 72enne Mario Roggero che ieri sera è entrato in carcere, dove sconterà 14 anni e 9 mesi, per aver sparato e ucciso due dei tre rapinatori armati, che avevano appena preso in ostaggio sua moglie e sua figlia nella gioielleria di famiglia.
Per i giudici, quando ha sparato la rapina era già "finita". Come se il cervello di un uomo alla settima rapina disponesse di un interruttore e di un cronometro processuale.
Ma non finisce qui, ha sul groppone anche una provvisionale esecutiva di 780.000 euro per le famiglie dei rapinatori (15 parti civili), a cui si aggiungono le parcelle legali.
Richiesta complessiva: 3,3 milioni. Roggero ha già venduto immobili, lanciato una colletta online. Due proprietà pignorate.
Se pensate che sia una eccezione siete in errore. Ormai è un classico.
Francesco Putortì è già stato condannato in primo grado. Ha 50 anni e faceva il macellaio a Reggio Calabria. Quindici anni e sei mesi per aver accoltellato due ladri catanesi che aveva trovato in casa sua, al piano di sopra, con le sue pistole in mano.
Le sue pistole, rubate dalla sua cassaforte, puntate contro di lui nel suo corridoio. Ha preso un coltello dalla sua cucina e si è difeso nella sua casa. Omicidio volontario. Legittima difesa negata.
Due uomini, due vite distrutte, un unico messaggio dello Stato italiano: non reagire. Subisci. Lascia che ti portino via tutto. E se proprio non riesci a restare fermo mentre ti puntano un'arma contro, preparati a pagare.
In quale altro Paese al mondo accade questo? In quale Paese civile chi delinque ha l'assicurazione sugli infortuni professionali pagata dalla vittima?
Mettiamo in fila i numeri, perché le cifre urlano più forte di qualsiasi editoriale. Un operaio che cade da un'impalcatura e muore sul colpo lascia alla vedova un assegno INAIL di 12.342 euro una tantum e una rendita che non basterà mai a pagare l'affitto.
Un cittadino assassinato per strada garantisce ai familiari un indennizzo statale di 50.000 euro. Un rapinatore che muore mentre rapina a mano armata può fruttare ai parenti dieci, venti, quaranta volte tanto.
Il morto onesto vale un quarantesimo del morto delinquente. Non è un'opinione. È il tariffario della Repubblica.
E c’è a chi è andata peggio.
Andrea Furlan aveva vent'anni. Faceva il commesso in un supermercato di Padova. Un rapinatore gli ha sparato. Oggi è paralizzato. Per il risarcimento sta ancora combattendo nelle aule di tribunale.
A Pontetetto la cassiera di un supermercato, ferita durante una rapina con un colpo di lupara con 200 pallini, è stata condannata a 5.800 euro di spese legali perché "troppo aggressiva" col rapinatore.
Ma non è solo questione di soldi. È questione di faccia tosta elevata a sistema.
A Lucca un tizio ruba un Piaggio Beverly. Si schianta. Perde un piede. Fa causa al proprietario del motorino rubato: 430.000 euro perché il derubato "non aveva impedito il furto con sufficiente diligenza".
Ad Arsiero Ermes Mattielli, ottant'anni, spara nel buio ai ladri di rame che gli entrano nel deposito. Muore prima di finire di pagare i 135.000 euro di risarcimento. Gli immobili finiscono in eredità ai ladri.
A Firenze un uomo rientra a casa con la figlia piccola. Trova un estraneo nel suo appartamento. Lo mette fuori uso a pugni. Il ladro, quello che si era introdotto in casa di una famiglia, ottiene 1.500 euro di risarcimento. Per le lesioni.
A Bergamo un individuo scavalca un parapetto per svaligiare un'abitazione. Il dobermann lo morde. Il proprietario del cane viene convocato dalle autorità: il ladro ha sporto denuncia e pretende il risarcimento per il morso.
Non sono aneddoti. È il catalogo di una nazione che ha perso il senno.
In qualsiasi Paese normale, la richiesta di risarcimento di un rapinatore che perde la vita “in servizio” o di un ladro che si ferisce mentre ruba verrebbe cestinata all'istante. Carta straccia.
La faccia tosta del delinquente è solo metà del problema. L'altra metà è un sistema che quella faccia tosta la prende sul serio.
Qui no. Qui viene protocollata, assegnata a un giudice, discussa in udienza, controbattuta con perizie e testimonianze. Si celebrano processi. Si impegnano aule, cancellieri, magistrati. Si consumano anni.
C'è qualcosa di profondamente malato in un ordinamento che trasforma le vittime in colpevoli e i carnefici in creditori. Che impone a chi si difende di calcolare al millimetro la "proporzionalità" della reazione mentre ha una pistola puntata in faccia.
Che considera "eccessivo" reagire a un'aggressione, ma "legittimo" chiedere soldi a chi ti ha impedito di rubargli lo scooter.
Non si tratta di invocare il Far West. Si tratta di ristabilire un principio elementare: chi delinque si assume il rischio delle conseguenze.
Chi lavora onestamente merita tutela. Chi muore ammazzato vale più di chi muore ammazzando.
E il governo? Dopo i decreti sicurezza, dopo mesi di interventi su immigrazione e ordine pubblico, sul risarcimento ai delinquenti ha fatto un altro passo. Importante, ma comunque un passo corto.
Il consiglio dei ministri ha approvato un Disegno di legge che vieta il risarcimento civile a chi viene ferito mentre commette rapina, sequestro, violenza sessuale, furto in abitazione.
In parole semplici: si può essere condannati penalmente, ma senza risarcimento.
Sarebbe una svolta, se non fosse un ddl ordinario. Commissione, aula, Camera, Senato. Mesi di emendamenti, mediazioni, ostruzionismo. Beato chi ha un occhio per vedere il traguardo.
Ma il problema vero è nel perimetro, non nella procedura. Il Disegno di legge elenca i reati per cui il risarcimento è escluso: rapina, furto in abitazione, sequestro, violenza sessuale.
E il resto? Il furto semplice no. La truffa no. Lo scasso di un deposito di notte no. Ermes Mattielli, che sparò ai ladri di rame nel suo capannone, resterebbe fuori. Il catalogo protegge alcune vittime e ne abbandona altre.
Distingue, calibra, soppesa. Esattamente la logica che dovrebbe eliminare.
Serve invece una norma che dica una cosa sola e la dica senza margini di interpretazione: chi ruba o rapina non ha più diritti da far valere contro di te.
Non ne ha lui, non ne hanno i suoi figli, non ne hanno i suoi quindici parenti in fila alla cassa.
Senza proporzioni da calcolare col bilancino mentre hai un'arma puntata alla tempia. Senza il giudice che decide se la tua paura era "congrua", dopo aver riletto il fascicolo stando comodo nel suo ufficio.
Ha scelto il crimine, si prenda le conseguenze. Tutte.

www.aeses.it

C.R.V. il Comitato Romano Vannacci è una Realtà.


      Gentili Signori, 

ho il piacere di comunicarvi che con diversi amici abbiamo deciso di costituire 
il Comitato a sostegno di Futuro Nazionale



Se qualcuno è interessato, si è formato il
con il Link per eventuale partecipazione.

Questo sotto è quello del nostro Ufficio Stampa 
che ha superato il milione e duecentomila visualizzazioni: 

Grazie per l'attenzione e... a Presto!  

                           Giancarlo Bertollini

https://www.facebook.com/ComitatoRoma1431

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Rivista Specialistica Ordine Giornalisti Lazio - Reg. n. 98/2014 Tribunale di Roma - Direttore avv. Domenico Condello


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ORGANISMO DI MEDIAZIONE: ADR FORO EUROPEO

Il procedimento di mediazione viene gestito direttamente all'Organismo di Mediazione ADR Foro Europeo - in presenza e anche con modalità a distanza - in virtù di accordi di collaborazione già sottoscritti con altri organismi di mediazione per la condivisione delle strutture e dei mediatori con riferimento alla competenza territoriale (art. 6 e art. 17 - D.M. 150/2023) in tutti i Tribunali d'Italia. (Per info chiama il n. 06 32 25 071) - Direttore Avv. Domenico Condello - Attiva un procedimento di medizione civile e commerciale . . . LEGGI TUTTO

FORO_AI - L'ASSISTENTE VIRTUALE DELL'AVVOCATO E DEL GIURISTA

FORO - AI (intelligenza artificiale) L'ASSISTENTE GIURIDICO VIRTUALE PER L'AVVOCATO e/o PER IL GIURISTA a cura di Domenico Condello - Avvocato Foro di Roma - Già Docente di Informatica Giuridica Università di Urbino - Edizione beta testing Maggio 2026 Foro Europeo Editore. Ho una base di conoscenza in diritto civile, diritto processuale civile e nelle principali leggi complementari, in Ordinamento e Deontologia forense, in mediazione civile e commerciale, in codice della strada, in.... (in calce l'elenco completo della normativa). Il mio archivio è, inoltre, costituito dalle massime ufficiali della Corte di Cassazione dal 2010 e dalle massime di deontologia del Consiglio Nazionale Forense. PROVA GRATUITA - fai le domande. Ti rispondo in pochi secondi . . clicca qui

 

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