Gli occhi del mondo saranno puntati, a partire da domani, su Islamabad dove sono stati programmati i colloqui tra America e Iran, rafforzando così il fragile cessate il fuoco sancito due giorni fa. La strada della diplomazia è tuttavia in salita perché i belligeranti discuteranno di un testo non interpretato in modo unanime.
I principali punti di divergenza riguardano l’arricchimento dell’uranio da parte dell’antica potenza persiana e il Libano. Teheran chiede infatti la fine degli attacchi israeliani contro Beirut, che hanno procurato recentemente 300 vittime in soli dieci minuti di devastanti incursioni aeree, mentre la Casa Bianca ritiene che la questione non debba rientrare nelle trattative.
Le stesse dovrebbero concentrarsi, secondo l’amministrazione repubblicana, sullo stop degli Ayatollah allo sviluppo del loro piano nucleare, sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, ma soprattutto sulla pace nell’intero Golfo Persico in conseguenza del blocco definitivo delle ostilità tra i Pasdaran e l’asse Washington – Tel Aviv. Continua a leggere >
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