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L’Opinione di Miriam Gualandi Mentre aspettiamo di capire se per Trump questo è il weekend decisivo per sferrare l’attacco promesso a Teheran, guardiamo cosa succede all’interno dei nostri confini. Per il nostro Paese è stata una settimana decisamente movimentata. Prima la querelle sulla presenza o meno di agenti (on) Ice come scorta per gli atleti e le personalità americane presenti a Milano Cortina. Sì, sicuramente non sono il massimo della rappresentanza, ma vista la presenza americana sul territorio italiano direi che è decisamente un non problema. Una protesta giusta sarebbe non solo “Fuori l’ICE dall’Italia” ma anche “via le basi americane”. A Niscemi, per esempio, una decina di anni fa c’era stata qualche protesta contro l’edificazione di una base militare americana, una delle più grandi d’Italia, in una zona a rischio geologico e in un parco naturale. Oggi quella protesta torna attuale soprattutto a seguito della frana che ha interessato parte della zona abitata. Perché nessuno informa i cittadini sulla pericolosità di quella base, dove sono conservate strumentazioni ad altissima potenza? Dove stavano all’epoca i politici che oggi si battono il petto? Dove sono, ora, che la città crolla letteralmente a pezzi dopo anni di procrastinazione? Non si fermano intanto le proteste degli agricoltori e degli allevatori in tutta Italia. Insomma, davvero tanto di cui parlare questa settimana! Buona lettura.
PRIMO PIANO
Frana Niscemi, c’è anche l’occupazione militare americana: il caso Muos
di Miriam Gualandi
La frana di Niscemi è di certo il simbolo dell’ennesima tragedia all’italiana, fatta di allarmi inascoltati, progetti di prevenzione arenati, edilizia selvaggia in zone dove il rischio idrogeologico è un fatto assodato.
Tra i tanti punti di discussione, quello meno affrontato riguarda la militarizzazione permanente del territorio, al centro di numerose battaglie legali una decina di anni fa.
Niscemi infatti è una città chiave nella strategia militare USA e ospita una delle basi militari più grandi d’Italia. Stiamo parlando della Naval Radio Transmitter Facility, che non sarebbe stata coinvolta direttamente nella frana in corso ma è anch’essa oggetto di vulnerabilità e presunti lavori di contenimento. Continua a leggere >
Metal detector nelle scuole: firmata la circolare da Valditara e Piantedosi
di Edoardo Gagliardi
Per frenare l’ondata di violenza nelle scuole italiane, arriva la circolare firmata dal ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara e dell’Interno, Matteo Piantedosi.
Tra le altre cose, la misura include l’utilizzo del metal detector nelle scuole, proprio per verificare la presenza di armi da taglio tra gli studenti.
L’utilizzo dei metal detector nelle scuole dovrà comunque ricevere parere positivo del prefetto. La misura governativa si è resa necessaria dopo la morte di Abanoub Youssef, accoltellato nei corridoi della sua scuola da un coetaneo e compagno dello stesso istituto Zouhair Atif, con un coltello a lama lunga di oltre 22 centimetri. Continua a leggere >
CRONACA
Malato oncologico costretto a sdraiarsi a terra in pronto soccorso
di Virginia Camerieri
La sua foto ha fatto il giro d’Italia. Si chiamava Franco Amoroso, aveva 60 anni, era originario di Treviso e da tempo residente nelle Marche.
Qualche settimana fa si era presentato al pronto soccorso di Senigallia con forti dolori dovuti alla recidiva di un tumore al colon.
Nonostante le sue condizioni, ha dovuto attendere oltre sei ore senza una barella, fino a essere costretto a sdraiarsi sul pavimento, su una coperta recuperata dalla moglie che ha documentato la scena con una fotografia poi diffusa online.
La vicenda ha scatenato una forte ondata di indignazione mediatica e sui social, portando alle scuse ufficiali del direttore dell’Azienda sanitaria territoriale di Ancona e all’avvio di un’indagine interna, i cui esiti non sono ancora stati resi noti.Continua a leggere >
PROTESTE AGRICOLTORI
Agricoltura, trattori alla conquista della fiera di Verona
di Andrea Tomasi
Alla fiera dell’est si faranno sentire i motori dei trattori. Non solo ribalta olimpica per la protesta contadina, con gli agricoltori pronti a farsi sentire, a Bormio poco lontano dalle piste dei Giochi invernali.
A Verona si vedrà una nuova protesta di coltivatori e allevatori. Trattori nella pancia del drago o quasi.
Il palcoscenico scelto è quello della fiera agricola, che si terrà nella città scaligera dal 4 al 7 febbraio. Insomma si va a parlare dei problemi dell’agricoltura a chi vive di agricoltura.
Mentre una parte dei contadini si sta organizzando per la protesta a cinque cerchi invernali a Bormio, gli altri si concentrano sulle manifestazioni urbane. E Verona, con la sua fiera di settore, è in prima fila. Continua a leggere >
La crisi in corso, tra Stati Uniti e Iran, ha avuto origine da manifestazioni della popolazione, che vive nella Repubblica Islamica, contro il carovita.
Il diritto, relativo all’espressione del dissenso, è stato accolto dal governo fino a quando, all’improvviso, i sit – in non si sono trasformati in una operazione dei servizi segreti americani e israeliani.
L’ambasciatore di Teheran, presso la Santa Sede, Mohammad Hossein Mokhtari ha ricostruito, in un’intervista al quotidiano online Agenzia Stampa Italia, quanto è accaduto nell’antica nazione persiana a partire dallo scorso 28 dicembre. Continua a leggere >
L’Opinione di Miriam Gualandi Sotto il sole di Miami si tenta di dirimere la questione russo-ucraina. Un grattacapo per Trump e per i suoi delegati, sebbene gli Stati Uniti abbiano abbondantemente beneficiato del conflitto. Non solo con la rivendita di armi all'UE per mandarle a Kiev, ma anche vista la posizione di netta chiusura di Bruxelles, che insegna ai suoi cittadini l’arte di fare harakiri, comprando il GNL dagli amici a stelle e strisce e boicottando in tutti i modi il gas che invece arriva dalla Russia. A sua volta Putin va a stringere ancora di più i rapporti con l’India di Modi, paese Brics, emergente con cui è molto conveniente avere rapporti distesi, soprattutto in vista di un possibile conflitto mondiale. E intanto a dettar legge in Europa resta un gruppo di burocrati che finisce in uno scandalo un giorno sì e l’altro pure. La corruzione che dilaga in Ucraina sembra il filo rosso che collega il Paese a Bruxelles: e visto che la guerra è un business, forse per questo Von der Leyen preme così tanto affinché non finisca? Buona lettura.
PRIMO PIANO
Ucraina, Putin: “No adesione di Kiev alla Nato”
di Marco Paganelli
Vladimir Putin ha evidenziato che il Patto Atlantico è una realtà, politica e militare, che non prende sul serio il suo Paese. Costituisce pertanto un pericolo per quest’ultimo.
L’affermazione sembra essere una risposta alla guida del Comitato militare con sede a Bruxelles, l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, che non aveva escluso attacchi preventivi nei confronti della Federazione avversaria per evitare ulteriori atti di sabotaggio sul suolo degli Stati membri.
Il numero uno del Cremlino è giunto, nel frattempo, a Nuova Delhi dove ha incontrato il padrone di casa Narendra Modi. I negoziati, tra Kiev e Washington, sono proseguiti, intanto nelle ultime ore, a Miami. Nessun commento, al termine del faccia a faccia, tra le due delegazioni. Continua a leggere >
“La Nato rappresenta una minaccia per la Russia e l’Europa.”
– Vladimir Putin
POLITICA
Congelato Decreto Armi: la Lega frena su spesa per Kiev, Meloni cerca il compromesso con l’Europa bellicista
di Andrea Tomasi
In Italia la Realpolitik del Governo di centrodestra in carica si sviluppa così: con Matteo Salvini che spegne in parte gli entusiasmi bellici targati Bruxelles e aspetta di vedere cosa dicono Washington e Mosca. Sì, perché, se Putin e Trump siglano l’accordo, non ha alcun senso stanziare denaro per Kiev, denaro che non torna indietro.
In mezzo c’è la premier Giorgia Meloni (guida di Fratelli d’Italia) che media, cerca compromessi, risponde all’Ue di Ursula von der Leyen ma anche un po’ all’America trumpiana e attende tempi migliori. Il decreto armi all’Ucraina intanto è sparito dall’ordine del giorno del Consiglio dei ministri.
Ma dalla presidente del Consiglio arriva la promessa che entro fine anno sarà comunque prorogato il dispositivo che assicura la continuità del flusso di denaro pro armamenti, richiesto dal governo di Kiev. Continua a leggere >
CRONACA
Torre dei Conti, USB Vigili del Fuoco: “Dopo il crollo altre anomalie, temiamo per i colleghi”. Fretta di usare fondi PNRR?
di Giulia Bertotto
Ricorderete tutti i due crolli del 3 novembre che hanno parzialmente distrutto la storica Torre dei conti a Roma. Perse la vita l'operaio Octay Stroici, di 66 anni morto dopo 11 ore sotto le macerie. Al momento risultano quattro indagati per omicidio e disastro colposo.
Abbiamo parlato con il portavoce regionale Lazio USB Vigili del fuoco perché il sindacato ci ha segnalato anomalie tecniche, carenza di informazioni e ambiguità che riguardano i lavori nel cantiere successivamente al crollo.
USB ci ha espresso i suoi forti timori per la sicurezza e l’incolumità per i pompieri chiamati a eseguire lavori nel cantiere, che però non sarebbero di loro competenza.Continua a leggere >
UNIONE EUROPEA
Ennesimo terremoto in Ue: finirà come il Qatargate?
di Miriam Gualandi
Sono stati rilasciati nella notte del 3 dicembre, dopo gli interrogatori condotti dalla polizia belga i tre italiani coinvolti nell’indagine della Procura europea su una presunta frode sui Fondi Ue.
Gli indagati sono la rettrice del Collegio d’Europa ed ex Alta rappresentante per la politica estera Federica Mogherini, l’ambasciatore Stefano Sannino e il dirigente del Collegio d’Europa Cesare Zegretti.
Innocenti fino a prova contraria ma le accuse della Procura belga riguardano frode e corruzione negli appalti, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale.
L’inchiesta, tuttavia, è ancora in corso. I tre sono stati rilasciati perché, secondo la Procura europea che guida le indagini, “non sono considerati a rischio fuga”. Continua a leggere >
Gaza, Israele bombarda ancora sfollati nelle tende: PD e FdI lavorano per equiparare antisionismo e antisemitismo
di Giulia Bertotto
Nella notte tra il 3 e il 4 dicembre l’esercito israeliano ha dato alle fiamme tende di sfollati nell’area di al-Mawasi, e raid anche a Khan Yunis: secondo le autorità palestinesi le persone uccise sono almeno sei tra le quali due bambini di otto e dieci anni. Anche stavolta Israele spiega che l’attacco era mirato ad “eliminare terroristi di Hamas”.
Netanyahu ha stabilito che alcuni palestinesi di Gaza potranno uscire dal valico di Rafah, al confine con l’Egitto, sulla base di liste approvate da COGAT, cioè la divisione dell’esercito israeliano che gestisce l’ingresso di persone e aiuti nella Striscia, coordinando le operazioni con le autorità egiziane. Continua a leggere >