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domenica 28 giugno 2020

ENOGASTRONOMIA: Italianità e doverose precisazioni.

Scusate ma ci tengo a sottolineare che gli inglesi sono anni che tentano di far passare Bar come un loro acronimo, nella realtà si tratta dell'unica parola Italiana (tolte quelle antiche e/o di derivazione straniera) che termina con una consonante, nata dalla nostra abitudine (controllabile nei BAR degli scavi di Ostia e di Pompei) di consumare in piedi poggiando il piede sulla apposita barra fissata in basso sui banconi e dove, nello spazio tra la stessa e il bancone, venivano inseriti i raccoglitori per i rifiuti e le "sputacchiere". Nel resto del Mondo, da sempre popolato da selvaggi, stanno imparando ora e tentano di sostituire l'insegna "Café" con BAR. Resistiamo e non facciamogli fare la stessa fine dell'Italianissimo Brandi che oggi viene scritto e pronunciato Brendy. Pensate che il nome glie lo ha dato Gabriele D'Annunzio che, prendendo il termine "branda" utilizzato dai contadini distillatori per definire il primo distillato che usciva, ha detto che il prodotto buono è figlio della "branda" per cui il nome più giusto per definirlo è "BRANDI". Grazie a tutti per l'attenzione.
P.S.
Quando noi andavamo al BAR nel resto d'Europa vivevano sugli alberi e quelli "civilizzati" giravano con la lancia e l'elmo con le corna, adesso si sono inventati l'origine inglese. 

Sottolineo che 80anni prima della scoperta dell'America, in Italia, al BAR-Ristorante si stappava e beveva il "Pomino" dei Marchesi Frescobaldi che hanno iniziato ad imbottigliarlo nel 1412

IL VINO DEL BARONE RICASOLI DAL 1141
Ricasoli è un nome legato al vino dal 1141, anno in cui il Castello di Brolio entrò in possesso dei Ricasoli. Dopo secoli a difesa delle terre e delle signorie feudali, i Ricasoli per primi si dedicarono allo sviluppo dell’agricoltura e dei vigneti. 

La Famiglia Antinori si dedica alla produzione vinicola da più di seicento anni: da quando, nel 1385, Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte dell' Arte Fiorentina dei Vinattieri. In tutta la sua lunga storia, attraverso 26 generazioni, la famiglia ha sempre gestito direttamente questa attività con scelte innovative e talvolta coraggiose ma sempre mantenendo inalterato il rispetto per le tradizioni e per il territorio. 

La Cantina dell’Abbazia di Novacella è annoverata tra le più antiche attive del mondo. Già nel 1177 da papa Alessandro III fu riconosciuto al monastero il possesso dei vigneti nelle vicinanze. Attraverso donazioni, fondazioni, acquisti e scambi, l’Abbazia accumulò considerevoli possedimenti di vigneti, da cui è circondata fino ai nostri giorni. 
Reperti archeologici testimoniano che sui pendii protetti della Valle d‘Isarco da più di 2500 anni si coltiva la vite. Ancora oggi, dai molti muri a secco costruiti per attenuare la pendenza del terreno, si può intuire l’immane fatica impiegata per impiantare i vigneti.

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