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La mia e-Mail a tutti i direttori RAI - RECLAMO.

Egregi giornalisti, con la presente formulo il mio pensiero di induzione a stragi ed omicidi, a seguito della mala informazione da voi perpetrata negli ultimi due anni ai danni dello Stato di Israele e di tutti gli Ebrei del mondo.
Avete inondato l’etere di propaganda antisemita, avete accolto nei vostri talk show personaggi prezzolati dai terroristi e dal fondamentalismo islamico, avete fatto in modo di “sdoganare“ la Shoa’ paragonandola alla pur deprecabile situazione dei palestinesi dei quali avete invertito volutamente i ruoli da carnefici a vittime.
Avete consapevolmente omesso le violenze, gli omicidi, gli attentati assassini, le promesse di pace disattese, la corruzione, la dittatura sanguinaria, l‘insegnamento di odio inculcato ai bambini, la volontà di annientare ed eliminare lo Stato di Israele e la sua legittima difesa oltre a quant’altro di male ci possa essere, perpetrato fin da troppi anni ad oggi ai danni degli Ebrei, legittimi proprietari della Terra di Israele, pur di fare una narrazione della situazione mediorientale che convogliasse le masse e l’audience verso i vostri programmi a mero scopo di carriera personale prescindendo dall’etica, la morale e dalla vostra dignità.
Ritengo che la strage di Sidney, debba pesare in toto sulle vostre coscienze e sulle vostre aride ambizioni. Ciò che sarà il mondo e la società occidentale nel prossimo futuro, quando il vostro lavoro sarà vietato, quando le vostre figlie saranno annientate dentro, quando il buio cadrà su tutti voi, steso come un manto dal fondamentalismo islamico, sarà quindi, grazie alle azioni, alle parole ed ai comportamenti che avete usato fino ad oggi.
Che Dio abbia pietà di voi e dei vostri discendenti, perché non sapete ciò che avete fatto e che continuate a fare.
Claudio Sonnino.

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LA LETTERA DEL CAPO INDIANO

La lettera sottostante è stata scritta dal Capo Indiano di Seattle nel 1854, in risposta all’offerta fattagli dal “Capo Bianco” a Washington di comprare la loro terra. 

             Negli ultimi anni la Natura ci ha mandato ogni tipo di messaggio (lo tsunami, l’uragano Rita, l’uragano Katrina, ecc.) per allarmarci e metterci all’erta sugli effetti collaterali della nostra incuria.

Come si può comprare o vendere il cielo? 

L’idea suona strana per noi.

Se non possediamo la freschezza dell’aria 

e l’effervescenza dell’acqua, come possiamo comprarle?

Ogni parte della terra è sacra, per la mia gente. Ogni splendente ago di pino, ogni spiaggia sabbiosa, la foschia nei boschi oscuri, ogni insetto che ronza è sacro nella memoria e nell’esperienza della mia gente. La linfa che scorre negli alberi porta le memorie dei pellerossa.

L’uomo bianco, dimentica il paese della sua nascita quando muore e va a passeggiare tra le stelle. I nostri morti non dimenticano mai la nostra bellissima terra, perché è la madre dei pellerossa. Siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono i nostri fratelli, il cervo, il cavallo, la grande aquila; questi sono nostri fratelli. Le creste rocciose, l’erba nei prati, il calore del corpo del pony, e l’uomo - tutti appartengono alla stessa famiglia.

Così, quando il Grande Capo di Washington dice che desidera comprare la nostra terra, sta chiedendo molto da noi. Il Grande Capo dà la sua parola che ci riserverà un posto in modo che potremo vivere comodamente tra di noi. Lui sarà il nostro padre e noi saremo i suoi figli. Noi considereremo la sua offerta di acquisto della nostra terra. Ma non sarà facile. Perché questa terra per noi è sacra.

Questa acqua splendente si muove nei rivoli e nei torrenti che non sono semplicemente acqua, ma il sangue dei nostri antenati. 

Se vendiamo a voi la terra, dovrete ricordare che è sacra, e dovrete insegnare ai vostri figli che è sacra e che ogni riflesso nelle acque chiare dei laghi racconta di eventi e memorie nella vita della mia gente. Il mormorio dell’acqua è la voce del padre di mio padre.

I fiumi sono i nostri fratelli, essi placano la nostra sete. I fiumi portano le nostre canoe e sfamano  i nostri figli. Se vendiamo a voi la nostra terra, dovrete ricordare, e insegnare ai vostri figli, che i fiumi sono i nostri fratelli, e anche i vostri, e dovete quindi concedere loro la gentilezza che concedereste ad un fratello.

Sappiamo che l’uomo bianco non comprende i nostri modi. Una porzione di terra è la stessa di quella successiva, perché egli è uno straniero che arriva durante la notte e prende dalla terra qualsiasi cosa egli abbia bisogno.

La terra non è sua sorella ma il suo nemico, e quando l’ha conquistata, l’uomo bianco passa oltre. Egli lascia dietro di sé la tomba del proprio padre, e non gli interessa altro.

Egli rapisce la terra dai suoi figli. La tomba del padre e i diritti di nascita dei propri figli sono dimenticati. Tratta sua madre, la Terra e suo fratello, il Cielo, come oggetti che può comprare, saccheggiare, vendere come pecore o perle.

Il suo appetito divorerà la Terra

e lascerà solo il deserto dietro di sé.

Io non lo so. I nostri modi sono differenti dai vostri. La vista delle vostre città fa male agli occhi del pellerossa. Ma forse il pellerossa è un selvaggio e non comprende.

Non c’è un posto calmo nella città dell’uomo bianco. Non c’è un posto per ascoltare le foglie crescere durante la primavera o per ascoltare il frusciare delle ali di un insetto. Ma forse è perché io sono selvaggio e non comprendo. 

La confusione sembra soltanto un insulto per le orecchie. E cosa c’è di vivo se un uomo non riesce a sentire il canto solitario di una cicala o le discussioni delle rane attorno al loro stagno nella notte? 

Ma sono un pellerossa e non comprendo. 

L’indiano preferisce il suono debole del vento che si agita sulla superficie dello stagno e l’odore del vento stesso, pulito da una pioggia di metà giornata o profumato dall’essenza dei pini.

L’aria è preziosa per i pellerossa, perchè tutte le cose condividono lo stesso respiro - la bestia, l’albero, l’uomo, tutti loro condividono lo stesso respiro. 

L’uomo bianco non sembra notare l’aria che respira. Come un uomo morente da vari giorni, è intorpidito dalla puzza. Ma se vendiamo a voi la nostra terra, dovrete ricordare che l’aria è preziosa per noi, che l’aria condivide il suo spirito con tutta la vita che supporta. Il vento che diede a nostro nonno il suo primo respiro riceve anche il suo ultimo sospiro. 

E se vendiamo a voi la nostra terra, la dovrete tenere da conto e considerare sacra come il posto dove ogni uomo può gustare l’odore del vento addolcito dai fiori di prato.

Considereremo quindi la vostra offerta di comprare la nostra terra, e se decideremo di accettare, dobbiamo porvi una condizione. L’uomo bianco deve trattare le bestie di questa terra come suoi fratelli.

Sono un selvaggio e non comprendo nessun altro modo. Ho visto un migliaio di bufali putrefatti nella prateria, lasciati lì dall’uomo bianco che gli ha sparato da un treno in corsa. Sono un selvaggio e non comprendo come il cavallo fumante d’acciaio possa essere più importante del bufalo che noi uccidiamo solo per sopravvivere. Cosa è l’uomo senza le bestie? Se tutte le bestie non ci fossero più, l’uomo morirebbe dalla grande solitudine del suo spirito. Perché qualsiasi cosa succede ad una bestia, molto presto accade all’uomo. Tutte le cose sono connesse.

Voi dovete insegnare ai vostri figli che il suolo sotto i loro piedi è fatto dalla cenere dei nostri nonni. 

In modo che essi rispettino la terra.  

Dite ai vostri figli che la terra è ricca delle vite dei nostri amici e parenti. Insegnate ai vostri figli quello che abbiamo insegnato ai nostri, che la terra è nostra Madre. 

Ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra. 

Se l’uomo sputa in terra, sputa su se stesso.

Questo è ciò che conosciamo. La terra non sembra appartenere all’uomo. E’ l’uomo che appartiene alla terra. 

Questo è ciò che sappiamo. Tutte le cose sono connesse come il sangue che unisce una famiglia.

Tutte le cose sono connesse.

Ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra. L’uomo non tesse la tela della vita. E’ solo un filo di essa. Qualsiasi cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso. Anche l’uomo bianco, il cui Dio cammina e parla con lui come fossero amici, non può esentarsi dal destino comune.  

Potremmo essere fratelli, dopo tutto. Dovremmo vedere. Una cosa sappiamo, che l’uomo bianco potrebbe un giorno scoprire che il nostro Dio è lo stesso Dio.

Potreste pensare ora che tu possiedi Lui così come vuoi possedere la nostra terra. Ma non puoi. Egli è il Dio dell’uomo, e la Sua compassione è uguale per il pellerossa e per il bianco. Questa terra è preziosa anche per Lui. 

E danneggiare la terra vuol dire 

avere disprezzo per il suo Creatore

Anche i bianchi non ci saranno più, forse accadrà prima a loro che ad altre tribù. Contaminate i vostri letti e una notte soffocherete nei vostri rifiuti.

Ma nella vostra morte brillerete lucenti, infuocati dalla forza del Dio che vi ha portati su questa terra e per qualche scopo speciale via ha dato dominio sulla terra e sui pellerossa. Questo destino è un mistero per noi, perché non comprendiamo… quando il bufalo selvaggio sarà massacrato, i cavalli selvaggi addomesticati, gli angoli segreti della foresta violati e la vista delle colline rovinata dai cavi parlanti, cosa resterà? 

Sarà la fine della vita e l’inizio della sopravvivenza. 

Ma siamo selvaggi… e non comprendiamo.

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IL PUNTO DELLA SETTIMANA!

LA RASSEGNA SETTIMANALE

6 Dicembre, 2025

L’Opinione di Miriam Gualandi
Sotto il sole di Miami si tenta di dirimere la questione russo-ucraina. Un grattacapo per Trump e per i suoi delegati, sebbene gli Stati Uniti  abbiano abbondantemente beneficiato del conflitto. Non solo con la rivendita di armi all'UE per mandarle a Kiev, ma anche vista la posizione di netta chiusura di Bruxelles, che insegna ai suoi cittadini l’arte di fare harakiri, comprando il GNL dagli amici a stelle e strisce e boicottando in tutti i modi il gas che invece arriva dalla Russia. A sua volta Putin va a stringere ancora di più i rapporti con l’India di Modi, paese Brics, emergente con cui è molto conveniente avere rapporti distesi, soprattutto in vista di un possibile conflitto mondiale. E intanto a dettar legge in Europa resta un gruppo di burocrati che finisce in uno scandalo un giorno sì e l’altro pure. La corruzione che dilaga in Ucraina sembra il filo rosso che collega il Paese a Bruxelles: e visto che la guerra è un business, forse per questo Von der Leyen preme così tanto affinché non finisca? Buona lettura.

 

PRIMO PIANO

Ucraina, Putin: “No adesione di Kiev alla Nato”

di Marco Paganelli

Vladimir Putin ha evidenziato che il Patto Atlantico è una realtà, politica e militare, che non prende sul serio il suo Paese. Costituisce pertanto un pericolo per quest’ultimo.


L’affermazione sembra essere una risposta alla guida del Comitato militare con sede a Bruxelles, l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, che non aveva escluso attacchi preventivi nei confronti della Federazione avversaria per evitare ulteriori atti di sabotaggio sul suolo degli Stati membri.


Il numero uno del Cremlino è giunto, nel frattempo, a Nuova Delhi dove ha incontrato il padrone di casa Narendra Modi. I negoziati, tra Kiev e Washington, sono proseguiti, intanto nelle ultime ore, a Miami. Nessun commento, al termine del faccia a faccia, tra le due delegazioni. Continua a leggere >

La Nato rappresenta una minaccia per la Russia e l’Europa.”

– Vladimir Putin

 

POLITICA

Congelato Decreto Armi: la Lega frena su spesa per Kiev, Meloni cerca il compromesso con l’Europa bellicista

di Andrea Tomasi

In Italia la Realpolitik del Governo di centrodestra in carica si sviluppa così: con Matteo Salvini che spegne in parte gli entusiasmi bellici targati Bruxelles e aspetta di vedere cosa dicono Washington e Mosca. Sì, perché, se Putin e Trump siglano l’accordo, non ha alcun senso stanziare denaro per Kiev, denaro che non torna indietro.


In mezzo c’è la premier Giorgia Meloni (guida di Fratelli d’Italia) che media, cerca compromessi, risponde all’Ue di Ursula von der Leyen ma anche un po’ all’America trumpiana e attende tempi migliori. Il decreto armi all’Ucraina intanto è sparito dall’ordine del giorno del Consiglio dei ministri.


Ma dalla presidente del Consiglio arriva la promessa che entro fine anno sarà comunque prorogato il dispositivo che assicura la continuità del flusso di denaro pro armamenti, richiesto dal governo di Kiev. Continua a leggere >

 

CRONACA

Torre dei Conti, USB Vigili del Fuoco: “Dopo il crollo altre anomalie, temiamo per i colleghi”. Fretta di usare fondi PNRR?

di Giulia Bertotto

Ricorderete tutti i due crolli del 3 novembre che hanno parzialmente distrutto la storica Torre dei conti a Roma. Perse la vita l'operaio Octay Stroici, di 66 anni morto dopo 11 ore sotto le macerie. Al momento risultano quattro indagati per omicidio e disastro colposo.


Abbiamo parlato con il portavoce regionale Lazio USB Vigili del fuoco perché il sindacato ci ha segnalato anomalie tecnichecarenza di informazioni e ambiguità che riguardano i lavori nel cantiere successivamente al crollo.


USB ci ha espresso i suoi forti timori per la sicurezza e l’incolumità per i pompieri chiamati a eseguire lavori nel cantiere, che però non sarebbero di loro competenza. Continua a leggere >

 

UNIONE EUROPEA

Ennesimo terremoto in Ue: finirà come il Qatargate?

di Miriam Gualandi

Sono stati rilasciati nella notte del 3 dicembre, dopo gli interrogatori condotti dalla polizia belga i tre italiani coinvolti nell’indagine della Procura europea su una presunta frode sui Fondi Ue.

Gli indagati sono la rettrice del Collegio d’Europa ed ex Alta rappresentante per la politica estera Federica Mogherini, l’ambasciatore Stefano Sannino e il dirigente del Collegio d’Europa Cesare Zegretti.


Innocenti fino a prova contraria ma le accuse della Procura belga riguardano frode e corruzione negli appalti, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale.


L’inchiesta, tuttavia, è ancora in corso. I tre sono stati rilasciati perché, secondo la Procura europea che guida le indagini, “non sono considerati a rischio fuga”. Continua a leggere >

Sullo stesso argomento

Ancora guai in questa Europa: il caso Mogherini - Che idea ti sei fatto?

 

ESTERI

Gaza, Israele bombarda ancora sfollati nelle tende: PD e FdI lavorano per equiparare antisionismo e antisemitismo

di Giulia Bertotto

Nella notte tra il 3 e il 4 dicembre l’esercito israeliano ha dato alle fiamme tende di sfollati nell’area di al-Mawasi, e raid anche a Khan Yunis: secondo le autorità palestinesi le persone uccise sono almeno sei tra le quali due bambini di otto e dieci anni. Anche stavolta Israele spiega che l’attacco era mirato ad “eliminare terroristi di Hamas”.

Netanyahu ha stabilito che alcuni palestinesi di Gaza potranno uscire dal valico di Rafah, al confine con l’Egitto, sulla base di liste approvate da COGAT, cioè la divisione dell’esercito israeliano che gestisce l’ingresso di persone e aiuti nella Striscia, coordinando le operazioni con le autorità egiziane. Continua a leggere >

 

ALTRE NOTIZIE DALL’ITALIA E DAL MONDO

 

Grazie per aver letto il Punto della Settimana. A sabato prossimo!

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