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CALIGVLA, ammazza ammazza è tutta ‘na razza

Con CALIGVLA, ammazza ammazza è tutta ‘na razza abbiamo a che fare con un testo che si vuole misurare come prova letteraria di stile surrealista. 

Un Caligola un po’ eccentrico (ed eccentrico, comunque, lo fu) si aggira nel palazzo imperiale, smanioso di soddisfare la sua voglia di vanagloria ma interessato anche a togliersi qualche sassolino dalle scarpe (ovviamente per modo di dire: con le calighe non ci sono problemi che sassolini rimangano a dar fastidio ai piedi) in un’intervista con un fantomatico intervistatore. 

È tanto preso da queste intenzioni che quasi conduce un monologo, riducendo l’interlocutore ad una figura quasi inesistente (e non potrebbe essere diversamente in confronto a cotale imperatore). 

Qualche squarcio di quotidianità, impegni culturali e associativi (un convegno di imperatori per discutere di questioni della categoria) o di vita quotidiana, oltre agli impegni lavorativi, fatta di aperitivi, corse in mezzo al traffico di Roma e qualche goccia di malinconia qua e là. 

Questa è l’ultima intervista di Caligola che è ben consapevole della propria fine, ormai prossima, perché i congiurati si sono organizzati, ritrovatisi in gran fretta alla Stazione Termini, prima di procedere col piano si fermano a riorganizzare le idee. 

L’uccisione di Caligola fu un evento che scatenò subito tumulti popolari e una caccia ai congiurati, ma a parte questa enorme partecipazione Caligola, da quel raffinato amante delle arti drammatiche che era, avrebbe preferito un’uscita di scena più grandiosa. 

Il libro pone anche una riflessione sulla storia che anela a divenire “scienza”: sinora si sono tenute in maggior considerazione le testimonianze che hanno dato una lettura sostanzialmente negativa di Caligola, passando in second’ordine, o tacendo addirittura, testimonianze autorevoli con altro indirizzo. 

Purtroppo, ci sono tantissimi esempi in cui la storia è stata fatta dai vincitori, con una corsa alla distruzione o alla manipolazione di prove che mostrano un andamento diverso dei fatti. La storia che pretende di essere considerata scienza deve fondarsi su tutte le possibili testimonianze e avvalersi del supporto di altre scienze. 

                                          Merico Cavallaro 


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